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Cos’è l’empatia?

Empatia

L’empatia è una competenza che consente di vedere le cose dalla prospettiva affettiva e cognitiva di un’altra persona.

La parola nasce dal greco antico “εμπάθεια” (empátheia), ed è composta da en-, che indica “dentro”, e pathos, che indica “sofferenza o sentimento”.

In passato, il termine era usato per indicare il rapporto emotivo che legava l’autore-cantore di uno spettacolo teatrale con il pubblico che lo seguiva. Per questo motivo, ancora oggi, molte persone credono che il termine abbia solo un carattere emotivo.

Tuttavia, l’empatia riguarda la sintonia che si può avere con le emozioni, gli stati mentali e le gli aspetti fisici delle persone con le quali ci si relaziona.

Quali componenti formano l’empatia?

Negli ultimi anni, si distinguono almeno tre componenti dell’empatia: affettiva; cognitiva e somatica.

  1. L’ empatia affettiva (o emotiva) è la componente che permette di sentire ciò che provano gli altri. Se una persona è stressata, felice, spaventata, ottimista, ecc. potresti avere una sorta di sintonia emotiva e sentire ciò che l’altra persona prova, a livelli più o meno intensi.
  2. L’empatia cognitiva è la componente che permette di riconoscere e comprendere lo stato mentale di un’altra persona. Questa componente aiuta ad avere una visione più razionale della prospettiva e delle emozioni dell’altra persona. Se ad esempio riconosci che una persona è triste o addolorata, puoi prevedere che se le fai uno scherzo o una battuta potresti non ottenere una risposta gioiosa e potresti peggiorare la situazione, potresti capire perché reagisce con rabbia o tende ad isolarsi, ecc.
  3. L’empatia somatica porta a sperimentare fisicamente, a livello di postura e sensazioni, ciò che un’altra persona sta provando. Ad esempio, questa componente porta ad assumere le stesse posizioni o mimiche facciali. Oppure, se si assiste ad un incidente, o se qualcuno racconta un fatto doloroso forte, come una frattura, un taglio, ecc., si può avere una sensazione di dolore fisico localizzato che dà forza a ciò che si ascolta o osserva. Non a caso, nei corsi di comunicazione efficace si consiglia di ascoltare le persone “ricopiando” la loro stessa postura.

Tutte e tre le componenti dell’empatia sono necessarie per mettersi nei panni di un’altra persona. Inoltre, vanno allenate e potenziate per funzionare al meglio.

Considerando che le componenti dell’empatia poggiano su differenti reti neurali, è possibile che siano sbilanciate. Ad esempio, una persona potrebbe avere un’elevata empatia emotiva e una bassa empatia cognitiva ed una media empatia fisica.

Nel passato, si credeva che queste componenti fossero tipi di empatia differenti. Tuttavia, oggi si tende a ritenere che siano componenti necessarie che coesistono.

L’empatia è positiva o negativa?

L’empatia è una competenza sostanzialmente neutra, se considerata da sola.

Come ogni competenza, può essere usata nel bene e nel male.

Di fatto, l’empatia può entrare in gioco sia rispetto a stati emotivi piacevoli, di gioia, speranza, felicità, ecc., sia negli stati emotivi più spiacevoli e duri, di dolore, di tristezza, di rabbia, di sofferenza, ecc. Non tutte le persone, tuttavia, hanno la capacità di reggere il peso degli stati emotivi spiacevoli. Molte persone, dinnanzi a stati emotivi spicevoli altrui, scappano o si allontanano fisicamente o psicologicamente (minimizzando, non ascoltando, ecc.). Anche rispetto alle emozioni piacevoli ci possono essere degli ostacoli che limitano le competenze empatiche. Ad esempio, non tutte le persone sono in grado di accettare le emozioni piacevoli altrui. Molte persone possono provare invidia o risentimento per la gioia, il benessere e la felicità altrui.

Poiché l’empatia è una competenza neutra, inoltre, può essere usata per far del male o per far del bene.

Chi raggira le altre persone o si vendica e vuol farle soffrire, di fatto deve avere una buona capacità empatica per riuscire nella sua impresa e verificare ciò che sta accadendo (se la vittima sta “abboccando”, se la sofferenza inflitta fa psicologicamente male, ecc.).

Anche chi vuole approfondire le proprie relazioni, in modo da avere una buona connessione con i pensieri e i sentimenti altrui deve avere una buona capacità empatica.

Di conseguenza, se vogliamo che l’empatia sia una competenza che alimenta risposte positive, dobbiamo fare in modo che maturi insieme alla capacità di provare compassione per le altre persone, in modo che ci sia anche una spinta a fare il possibile per migliorare la sua situazione altrui (non necessariamente sacrificarsi e strafare). Questo aspetto è talmente importante, da far credere a molti ricercarcatori che ci sia una ulteriore componente dell’empatia: l’empatia compassionevole (o preoccupazione empatica). Tuttavia, esistono ricerche che tendono a sottolineare la differenza tra empatia e compassione.

L’empatia è una competenza costante?

Solitamente, è più facile essere persone empatiche con coloro che si conoscono di più o si ha un alto livello di intimità, se non ci sono forti conflitti in corso.

È molto più difficile, invece, applicare le proprie competenze empatiche con persone sconosciute o che hanno una cultura molto diversa dalla propria e, per questo, tendono ad esprimere alcune emozioni in modo diverso da come ci si aspetterebbe.

Di conseguenza, le competenze nell’uso dell’empatia non hanno un’applicazione costante. Le persone possono applicare le proprie competenze a diversi livelli, a seconda delle situazioni che vivono e, ovviamente, di come si sentono.

Perché l’empatia è importante?

L’empatia svolge un ruolo fondamentale nella vita di ogni persona.

Considerando che siamo animali sociali a prole inetta, senza qualcuno che sin dalla nascita riesca a cogliere i nostri bisogni e a rispondervi, in modo più o meno adeguato, saremmo destinati alla morte e all’estinzione. L’empatia, quindi, è uno degli aspetti centrali che ci ha consentito di esistere come specie.

Inoltre è una competenza fondamentale per rafforzare i legami con le altre persone. Quando si cerca di capire le altre persone, se si riesce nell’impresa, è probabile che si sviluppi un certo calore affettivo nelle altre persone, perché si sentono ascoltate e comprese. Questo, in alcuni casi, potrebbe far scattare una sorta di reciprocità, spingendo le altre persone a fare lo stesso con te, contribuendo a creare una sensazione di connessione benefica.

Nelle situazioni sociali, l’empatia supporta il processo decisionale. Di fatto, consente di regolarsi per non calpestare i sentimenti e le emozioni altrui, contribuendo in qualche modo a ridurre la tendenza al conflitto, alle battaglie, ai litigi e perfino alle guerre. Oppure, consente di regolarsi per favorire il benessere altrui, migliorando il clima emotivo che ti circonda.

Da sola, come detto, l’empatia non basta. Tuttavia, se l’empatia è scarsa o assente la qualità della vita della persona può essere fortemente compromessa.

È auspicabile, quindi, che sempre più le persone conoscano l’empatia e i tipi di empatia, cercando di migliorare questa competenza.

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I contenuti che troverai, ovviamente, sono diversi rispetto a ciò che hai appena letto. In questo modo, potrai fare altre scoperte.

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Natalia L. Perotto

Psicologa e Psicoterapeuta. Ho creato e gestisco la pagina FB "Parliamo di emozioni, relazioni e salute mentale".

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