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uso sano delle EMOZIONI

Cos’è l’ansia?

L’ansia è il prezzo che noi umani paghiamo per la capacità di immaginare il futuro.

È un’emozione che riconosciamo quando è forte. Trae la sua energia dalle aspettative negative. Per questo, spesso, viene accomunata alle emozioni negative. Ma non lasciamoci ingannare! Può essere anche un segno di intelligenza, vitalità e buon funzionamento.

Come tutte le emozioni, l’ansia esprime la necessità di agire per il nostro benersere. In base alle ipotesi che facciamo sul futuro, l’ansia ci richiede di trovare soluzioni utili per proteggerci o per proteggere chi amiamo.

Di seguito consideriamo alcune domande relative all’ansia. Saranno utili per conoscere meglio questa emozione e farne un uso sano.

Cosa accade quando ci sentiamo in ansia?

Quando ci sentiamo in ansia, viviamo un’attivazione emotiva, mentale e fisica.

  • A livello di vissuto emotivo sperimentiamo disagio per qualcosa che non è presente e deve ancora avvenire. Quando siamo in questo stato, il nostro cervello costruisce una sorta di metaverso emotivo tutto suo, iniziando a considerare elementi reali e immaginari.
  • Mentalmente sentiamo l’eccitazione del pensiero, con idee che si presentano velocemente, e si collegano all’apprensione.
  • Fisicamente si intensifica l’attivazione di più sistemi corporei, come ad esempio le sensazioni viscerali e l’accelerazione del battito cardiaco, per facilitare la risposta a un evento reale o immaginario.

È giusto provare questa emozione?

L’ansia fa parte della nostra natura ed è giusto provarla. Occasionali esperienze di ansia , come per tutte le emozioni, sono necessarie e utili.

Attraverso l’ansia molte persone entrano in uno stato di sintonizzazione emotiva con i loro bisogni.

Coloro che riescono a fare un uso sano delle emozioni, di fatto, sfruttano l’ansia come campanello d’allarme, per regolarsi. Conseguentemente, si ingegnano per realizzare i cambiamenti che sono necessari per proteggere ciò a cui tengono (un rapporto d’amore, un lavoro, la propria reputazione, il proprio benessere, lo sviluppo sano di figli e figlie, ecc.).

Se ben usata, quindi, l’ansia regala un carico di forza e lucidità aggiuntive, fondamentali per affrontare bene i momenti importanti della vita.

Va ricordato, però, che l’ansia può essere sia positiva che negativa.

Quando l’ansia diventa positiva?

Tutto dipende da come l’ansia viene contestualizzata e usata dalla persona che la prova.

Quando ti senti in ansia in situazioni piacevoli, come ad esempio attendere di rivedere con ansia una persona amata, ovviamente non le presti molta attenzione. L’eccitazione di una bella attesa è molto positiva e ce la godiamo.

“L’attesa del piacere è essa stessa piacere”

Gotthold Ephraim Lessing

Quando ti senti in ansia in situazioni spiacevoli e problematiche, invece, la tua mente è attivata alla ricerca del pericolo. La tua intelligenza ti porta ad anticipare problemi per avere la prontezza di contrastarli nel modo più efficace possibile. L’aumento dell’eccitazione fisica, il nervosismo, la tensione muscolare, e la vigilanza mentale preparano il corpo a rispondere a una situazione che probabilmente rischia di essere avversa se sottovalutata. 

Essenzialmente, quindi, il vissuto d’ansia ha lo scopo di catturare la tua attenzione per aiutarti a mettere a fuoco le esperienze che per te possono essere importanti. In questo modo, potrai prepararti per tempo e avere la possibilità di rispondere nella maniera più adeguata possibile.

Se usata bene l’ansia ti aiuta a proteggerti e a vivere bene.

Se dovessi incontrare problemi, grazie all’ansia, la tua mente avrà già fatto delle simulazioni della realtà per affrontarli.

Quindi, l’ansia è positiva quando concorre a farti raggiungere i tuoi obiettivi e ti protegge.

Quando l’ansia diventa negativa?

L’ansia diventa negativa quando è eccessiva e ci focalizziamo solo su aspettative del futuro negative o catastrofiche, senza attivarci per trovare soluzioni funzionali per il nostro benessere.

Prima di pensare che ci siano solo ragioni psicologiche, è utile valutare gli eccessi d’ansia con il proporio medico curante. In fatti, in alcuni casi, possono essere problematiche fisiche che comportano una maggiore reattività agli eventi. Ad esempio, le disfunzioni tiroidee possono complicare la regolazione emotiva, facendo si che l’impatto negativo dell’ansia sia maggiore.

In assenza di problemi fisici, è la nostra valutazione che rende l’ansia negativa. Nella maggior parte dei casi, la valutazione dell’ansia diventa problematica quando si fraintende il significato di questa emozione.

Per capire questo aspetto si può considerare l’esempio dell’ansia che si può sentire per un esame, o per una presentazione necessaria per ottenere un finanziamento per la propria azienda.

In questi casi l’ansia segnala un rischio futuro al quale prestare attenzione. Tuttavia, questa emozione non fornisce una risposta chiara su come affrontare il problema.

Per affrontare il problema, ad esempio, potrebbe essere utile migliorare l’apprendimento delle nozioni, l’organizzazione (non si può fare tutto all’ultimo minuto), le proprie capacità di esposizione e comunicazione, la capacità di lasciarsi andare e fidarsi del lavoro di preparazione che si è fatto, ecc.

L’ansia, quindi, sottolinea che arriverà un evento importante e, tra i molti aspetti che lo caratterizzano, va inquadrato il problema in modo adeguato per rispondere in modo funzionale.

Cosa accade se sbaglio a gestire l’ansia?

Se si sbaglia nel trovare una soluzione, l’ansia aumenterà la sua intensità, come un allarme che suona sempre più forte.

Avrai la sensazione che, nonostante gli sforzi, tu non possa esser tranquilla/o. Riprendendo l’esempio di prima, se ci si focalizza sull’apprendimento delle nozioni ma il problema riguarda la padronanza espositiva, è ovvio che aumenterà il rischio di prepararsi male. Di conseguenza, aumenterà il rischio di affrontare male l’esperienza dell’esame o della presentazione.

L’ansia ti richiede, con forza, di trovare delle buone soluzioni per la tua vita.

Se le cose andranno male, si attribuirà all’ansia un ruolo negativo perché, oltre alla sofferenza data dall’ansia che aumenta, si aggiunge la soferenza e il dolore dell’evento negativo che ne consegue.

Le cose si complicano quando si tenta di gestire l’ansia e ci si focalizza su di essa per controllarla, anziché ingegnarsi per fare in modo che il proprio lavoro vada nel migliore dei modi possibili. Questo modo di agire ha senso tanto quanto prendre a martellate un allarme antincendio mentre c’è un incendio. Se non ci si concentra sulla gestione dell’incendio, anche chiedendo aiuto se necessario, si sta affrontando il problema sbagliato.

Quindi, l’ansia diventa negativa quando anziché farti bene e darti una marcia in più è usata in modo improprio e il risultato che ne deriva è un danno. L’impressione è che il problema sia l’ansia ma, di fatto, l’ansia segnala solo che c’è un problema che non si può ignorare. Sta a te scoprire, anche chiedendo aiuto, come fare.

Quand’è che l’ansia diventa problematica?

L’ansia diventa problematica quando parliamo di un’attivazione che ha una o più delle seguenti caratteristiche.

  • È persistente. Dura nel tempo. In qualche modo caratterizza gran parte della tua vita senza lasciare spazio alla sperimentazione di altre emozioni.
  • È pervasiva. Richiede la tua completa attenzione, rendendoti difficoltoso fare altro.
  • È fuori misura. Ad esempio, ti senti paralizzato/a o stai molto male o eviti specifiche situazioni importanti. Lo sforzo che devi fare per gestire l’ansia che vivi è troppo per le forze che senti di avere.

Quando l’ansia è eccesiva, bisogna intervenire perché la tua vita quotidiana può essere sconvolta in vari ambiti (scuola, lavoro, rapporto con gli amici o con le persone amate, libertà di movimento nel modo, ecc.).

Quando l’ansia assume caratteristiche problematiche, diventa fisicamente e mentalmente sfiancante e limitante. Non di rado, può essere accompagnata da depressione.

Come si elimina l’ansia?

Va ricordato che intervenire sull’ansia non significa eliminarla ma imparare a farne un buon uso.

L’ansia non si elimina. È un’emozione radicata nel nostro funzionamento umano.

Senza ansia, la tua umanità risulterebbe stravolta. Come la paura e altre emozioni, l’ansia svolge un ruolo cruciale nel mantenerci vigili e vivi. 

Anche se non si può eliminare, l’ansia si può regolare.

Molte misure relative allo stile di vita, come l’esercizio fisico quotidiano e la respirazione profonda, possono essere estremamente importanti per regolare l’ansia, mantenendola entro confini gestibili. 

Anche l’allenamento mentale può essere utile, soprattutto per imparare a gestire l’incertezza e prendere buone decisioni.

  • Prima di cedere, si può prevenire. In questo caso, è utile consultare una/un professionista.
  • Quando la situazione è ormai sfuggita di mano, è necessario ricorrere alla psicoterapia.

In entrambi i casi, preventivo e di intervento, lo scopo sarà recuperare (o imparare) la capacità di usare l’ansia in modo sano.

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Natalia L. Perotto

Psicologa e Psicoterapeuta. Ho creato e gestisco la pagina FB "Parliamo di emozioni, relazioni e salute mentale".

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